Il Territorio della "Locanda Al Moro" Bed and Breakfast Sciacca

 

Città di Sciacca

Sciacca si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci del fiume Platani e Belice, a circa 65 metri sul livello del mare: ad est s’innalza il monte San Calogero alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali. È situata a metà strada tra le rovine di Selinunte, Eraclea Minoa, ed Agrigento. A circa 26 miglia marine dalla costa di Sciacca, a pochi metri dalla superficie del mare sul cosiddetto banco di Graham ,sorge un vulcano attivo che nel 1831 eruttò formando una piccola isola che venne chiamata Isola Ferdinandea, inabissatasi cinque mesi dopo. Sciacca conserva molte opere d'interesse artistico. Il centro storico è ricco di monumenti di notevole interesse architettonico quali i Castelli dei Perollo (1300) e dei Luna (1380); la Chiesa di S. Maria delle Giummare; la Badia Grande; la Chiesa di Sant’Agostino (1753); il Duomo, con la volta affrescata da Tommaso Rossi, l’icona marmorea di A. Gagini e il crocifisso ligneo del Navarro; la Chiesa di San Lorenzo (1393); la Chiesa di San Francesco di Paola (1744), dove sono conservati alcuni affreschi del pittore saccense Mariano Rossi; la Chiesa di Santa Margherita (1342), con il bel portale marmoreo, opera dell’artista Francesco Laurana e il raffinato organo ligneo; la Chiesa del Purgatorio (1480).Degno di nota il Palazzo Steripinto (1501), costruzione di rara bellezza con una facciata con bugnato a punta di diamante. Infine sulla cima del Monte Cronio si trovano le Stufe naturali, un antiquarium che conserva le testimonianze rinvenute all'interno delle grotte di San Calogero risalenti al neolitico, il Santuario di San Calogero del XVIII secolo con una ricca decorazione barocca. Ogni febbraio Sciacca richiama da tutta Italia visitatori incuriositi dal suo Carnevale (uno dei più importanti d’Italia) animato da una sfolgorante parata di vivaci costumi e gigantesche figure di cartapesta. L’economia della città si fonda soprattutto sull’agricoltura e la pesca. L'industria ittica conserviera si può dire che nasce con Sciacca. Grazie alla sua flotta peschereccia(la seconda di Sicilia) vi sono diverse industrie che trattano il pesce azzurro. Vanto ulteriore della produzione agricola di Sciacca è l'olio extra vergine di oliva. Diversi sono i frantoi dove è possibile degustare l’ottimo olio extravergine. Altre due importanti settori economici sono la ceramica e la lavorazione del corallo di Sciacca. Quest’ultimo si distingue per il particolare colore rosso aranciato diverso dal rosso Mediterraneo. Prende il nome dalla località di Sciacca perché proprio a largo della costa saccense vennero scoperti famosi banchi corallini tra i 120-200 mt. di profondità. Il particolare ed originale colore non è mai stato spiegato scientificamente. Alla fine dell'800, il Corallo di Sciacca, scompare con il suo mistero ma nel frattempo l'enorme quantità pescata aveva contribuito a renderlo più "popolare". Oggi, quel po’ di grezzo ancora esistente, si trova gelosamente conservato nei forzieri di alcuni tra i più antichi corallari, gioiellieri ed orafi che, soprattutto nei laboratori della nostra città hanno riscoperto l’amore per questa preziosa gemma del nostro mare. Passeggiando per il centro storico di Sciacca è impossibile non accorgersi della presenza di numerosi punti vendita di coloratissime ceramiche dalle più svariate forme e dimensioni. La ceramica, a Sciacca, costituisce un importante elemento di attrazione per tutti coloro i quali desiderano possedere almeno un oggetto della vasta e pregevole produzione ceramica saccense, che vanta, inoltre, origini antichissime. Oggi, i ceramisti saccensi tengono a perpetuare nelle loro produzioni in ceramica i caratteri principali dell'artigianato tradizionale; continuano infatti a prevalere i colori accesi nelle sfumature del giallo, del verde e del blu cobalto oltre che le originali caratteristiche dell'impasto e le tradizionali tecniche di produzione, che talvolta è possibile ammirare direttamente presso i laboratori annessi ai tanti negozi che colorano le vie di Sciacca. L’associazione ceramisti di Sciacca ha allestito una mostra permanente per far si che i visitatori possano visitare le maestrie degli artigiani della ceramica saccense. La mostra si trova nella sede dell'associazione in piazza Mariano Rossi.

Spiagge: Capo San Marco; Capo San Giorgio; Lido Sovareto; Lido Stazzone; Lido Tonnara, Lido Colonia; Spiaggia di Timpi Russi; Spiaggia di Lumia.

Città di Caltabellotta

Caltabellotta é adagiata sul Kratas, un lembo meridionale dei Monti Sicani, sorge una delle più antiche città della Sicilia: Caltabellotta. Due grotte, situate sulla cima del Monte S. Pellegrino, riportano le sue origini ad un’età preistorica. Le quattro necropoli che circondano la città attestano una presenza sicana riconducibile all’età del bronzo antico. La cittadina di Caltabellotta è ricca di monumenti di notevole interesse artistico e architettonico. Splendido il paesaggio che si può ammirare dalla vetta del monte Pellegrino.

Parco Archeologico di Agrigento

E' un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato ad Agrigento a circa 70 km da Sciacca. Dal 1997 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità, redatta dall'UNESCO. È considerata un'ambita meta turistica, oltre alla più elevata fonte di turismo per l'intera città di Agrigento e una delle principali di tutta la Sicilia. Il parco della Valle dei Templi è considerato il parco archeologico più grande del mondo (ca. 1300 ettari).

Parco Archeologico di Selinunte

Era una antica città greca sulla costa sud-occidentale della Sicilia. Il sito archeologico è composto da cinque templi costruiti intorno ad una acropoli. Dei cinque templi solo il tempio E (il cosiddetto tempio di Era) è stato ricostruito. Si estende per 1740 km quadrati e comprende numerosi templi, santuari e altari. Le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano soprattutto nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo. Fa eccezione l'opera più famosa, l'Efebo di Selinunte, che è oggi esposto al Museo Comunale di Castelvetrano.

Parco Archeologico di Heraclea Minoa

La città viene considerata tipica per comprendere l'urbanistica delle città ellenistiche e romane. Di grande interesse sono: il Teatro, costruito alla fine del V secolo a.C., che si apre con la cavea, divisa in nove settori a dieci gradoni, verso il Mare Mediterraneo ; il quartiere delle abitazioni ellenistiche e romane con impianto urbanistico ad "insulae", separate da strade parallele; l'Antiquarium, che raccoglie una selezione di reperti ceramici e statuette votive provenienti dall'abitato e dalla necropoli. Sono in parte visibili anche i resti della cinta muraria della città costruita tra la fine del VI e la fine del IV secolo a.C., della lunghezza stimata di circa 6 chilometri. A nord-est delle mura si riconoscono ancora otto torri quadrate.

Parco Archeologico di Heraclea Segesta

Fondata probabilmente dagli Elimi, come Erice, diviene ben presto una delle principali città del bacino mediterraneo di influenza ellenistica e, nel V sec. è la più grande rivale di Selinunte. Per difendersi da quest'ultima, fa appello, nel 415 a.C. agli Ateniesi, che vengono però sconfitti da Siracusa, alleata di Selinunte. Nel 409 a.C. sollecita allora l'aiuto dei Cartaginesi che, giunti in Sicilia, annientano Selinunte ed Himera. Segesta viene a sua volta distrutta dal siracusano Agatocle nel 307 a.C, e rinasce con i Romani. Non si conoscono invece le sorti della città nel periodo successivo, anche se si suppone una sua istruzione da parte dei Vandali, il luogo continua ad essere abitato nel Medioevo come attestano i resti del Castello Normanno ed una piccola basilica triabsidata (poi abbandonata e ricostruita come eremo nel XV sec.), situati ove si trovava la zona nord dell'antica Acropoli. Quest'ultima sorgeva in due zone divise da una sella. La zona sud-est era residenziale, mentre quella a nord ospitava gli edifici pubblici, tra cui il teatro.

 
     


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